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La situazione storica di Hrundi V. Bahkshi

l'omino vintage

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portraits (issue#4)
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clarabella strombìno fu, per un breve* tratto di tempo, detentrice di gambe pregevoli, lunghe almeno sessanta denari e però con quella figura nasuta, adenoidale, la voce chioccia.

non so dire come mai, ma da ragazzo l'associavo ai cavalli per via del suo nome che trovavo tremendamente evocativo.
probabilmente per via di orazio. orazio e clarabella.

clarabella strombìno viveva in un condominio con un cortile che poteva sembrare come le case di ringhiera. suo padre era pettinatissimo come un maestro di tango o un postino.

me la ricordo in una foto della scuola con la tuta da ginnastica con le strisce di lato, celeste, le scarpe superga; siccome avevamo il sole in faccia non riuscivamo a guardare nell'obbiettivo e piegavamo la testa come a volerci fare ombra, che ne so, col naso? strizzando un occhio contro il sole per guardare coll'occhio più indietro, anche la bocca tesa in tutto quello strizzare, recuperare pelle e carne per guardare controsole in un piazzale di cemento scolastico bianco di giugno in quella smorfia che poi le mamme avrebbero detto sgribbia.

sembravamo appesi, in quella foto. composti in un gruppetto ginnastico di quarta elementare, clarabella strombìno spiccava per altezza e sgribbia.
pochi anni dopo avrebbe messo ballerine e calze coprenti e un vestitino a sbuffo che chissà se davvero mi ricordo e se mi sto inventando e io avrei detto:
però.



*
breve nel ricordo di chi racconta queste immagini con una crudele prospettiva telescopica schiacciandole senza profondità
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Ooooooh chi si rilegge. Comunque io l'ombra col naso riesco a farmela!

P.S.: anche se ti sei scordato del mio compleanno ti voglio bene lo stesso, STRUNZ!

Enrico

Hai un credito infinito, lo sai. Ciao belluomo

Enrico

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